November 14, 2016

IMPRESSIONI / IMPRESSIONS IN BLACK&GOLD 2016 BY ANNA GULAK

Filed under: ABOUT MY WORKS, NEWS — Tags: , , , , — Anna Gulak @ 10:19 pm

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Download polish artist ANNA GULAK Black III  125x100cm

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Impression in Black&Gold nr III
oil on canvas, relief, gilded (gold leaf)
olio su tela, rilievo, dorato (gold leaf)
125×100cm

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Download polish artist ANNA GULAK  in Black I  130x100 cm

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Impression in Black&Gold nr I
oil on canvas, relief, gilded (gold leaf)
olio su tela, rilievo, dorato (gold leaf)
130×100cm

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Download polish artist ANNA GULAK Black II 125x100cm

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Impression in Black&Gold nr II
oil on canvas, relief, gilded (gold leaf)
olio su tela, rilievo, dorato (gold leaf)
125×100cm

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Download polish artist ANNA GULAK Black  IV 130x100 cm

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Impression in Black&Gold nr IV
oil on canvas, relief, gilded (gold leaf)
olio su tela, rilievo, dorato (gold leaf)
130×100cm

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Download polish artist ANNA GULAK V 130 x100 cm

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Impression in Black&Gold nr I
oil on canvas, gilded (gold leaf)
olio su tela, dorato (gold leaf)
130×100cm

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Download polish artist ANNA GULAK in bLACK VI  125x100cm

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Impression in Black&Gold nr VI
oil on canvas, relief, gilded (gold leaf)
olio su tela, rilievo, dorato (gold leaf)
125×100cm

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March 28, 2016

Inuaguration of Expo „Giovani Donne Artiste a confronto” Roma, Teatro dei Dioscuri al Quirinale; may 2016

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 7:09 pm

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download polish artist anna gulak anna gulak malarka 1

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Madame Butterfly
oil in canvas, relief, gilded (gold leaf)
olio su tela,rilievo, dorato (gold leaf)
125 x 100 cm
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December 6, 2015

INUAGURATION OF EXPO “Journeying with Saint John Paul II towards the Jubilee of Mercy” LEONARDO DA VINCI AIRPORT, ROME / INUAGURAZIONE DELLA MOSTRA “In Cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo della Misericordia” AEROPORTO LEONARDO DA VINCI, ROMA

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 3:01 pm

The current exhibition of the “Faces of John Paul II” in the context of the Leonardo da Vinci airport titled “Journeying with Saint John Paul II towards the Jubilee of Mercy” is designed to be the beginning of its continuance in different continents of the world, thus creating an “itinerant tour” in the footsteps of the Great Pope, The Pilgrim Pope.

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La mostra attuale su I Volti di Giovanni Paolo II, presentata nel contesto dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino dal Titolo “In Cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo della Misericordia” si prefigge lo scopo di proseguire l’esposizione nei diversi continenti del mondo, creando così un “ciclo itinerante” sulle orme del Grande Papa, il Papa Pellegrino.

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anna gulak art poster fiumicino

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LINK TO FILM FROM THE INAUGURATION OF THE EXHIBITION/
LINK AL FILM DELLA INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA:
watch?v=E-UW3cFz56o

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LINKS TO PRESS INFO:
Adr dedica una mostra a Giovanni Paolo II

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All’aeroporto di Fiumicino una mostra su Giovanni Paolo II

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Giubileo, a Fiumicino mostra su Giovanni Paolo II

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Fiumicino – ADR, inaugurata la mostra di Anna Gulak su Giovanni Paolo II

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Fiumicino, inaugurata in aeroporto la mostra dedicata a Giovanni Paolo II

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Un mostra su Giovanni Paolo II in aeroporto

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Giubileo In cammino con S Giovanni Paolo II inaugurata mostra a Fiumicino

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Fiumicino, inaugurata all\'aeroporto mostra su Giovanni Paolo II

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Great exhibition dedicated to #GiovanniPaoloII with Anna Gulak artworks at @AeroportidiRoma Fiumicino Worth a visit!

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Anna Gulak 1

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Anna Gulak 2

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mostra anna Gulak Fiumicino

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Anna Gulak Leonardo da Vinci Aeroporto
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“ADR DEDICA UNA MOSTRA A GIOVANNI PAOLO II

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Un grande busto scultoreo e sei dipinti che raffigurano San Giovanni Paolo II: sono le opere che durante l’Anno Santo saranno esposte in un’area dedicata delle partenze del Terminal1 dell’aeroporto…

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Un grande busto scultoreo e sei dipinti che raffigurano San Giovanni Paolo II: sono le opere che durante l’Anno Santo saranno esposte in un’area dedicata delle partenze del Terminal1 dell’aeroporto romano di Fiumicino. È stata inaugurata ieri, infatti, al Leonardo da Vinci, alla presenza del Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Papa Francesco, la mostra di opere scultoree e pittoriche dell’artista Anna Gulak «In cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo Straordinario della Misericordia.

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La mostra, realizzata da Aeroporti di Roma in partnership con l’Opera Romana Pellegrinaggi, è curata dall’architetto Guido Rainaldi, con il patrocinio del Pontificium Consilium della Cultura e del Vicariato di Roma. Le opere pittoriche, che riproducono i volti di Giovanni Paolo II, verranno corredate dalle più belle citazioni del lungo pontificato del Santo Padre.

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«È con grande orgoglio che inauguriamo questa mostra» ha dichiarato l’amministratore delegato di Adr, Lorenzo Lo Presti.

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L’aeroporto è lo spazio per antonomasia dedicato agli arrivi e alle partenze, ma è anche il luogo dell’accoglienza del passeggero. Ed è proprio in nome dell’ospitalità che il messaggio di amore e misericordia di Papa Woytila, portato avanti con grande passione da Papa Francesco, si fonde con quello della modernità dello scalo della Capitale, primo hub italiano, e ora anche Porta del Giubileo.

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Ancora una volta ADR mette al centro del proprio impegno la qualità del tempo che il viaggiatore trascorre in aeroporto. Un’esposizione, ha detto il Cardinale Vallini, che «non è solo una rievocazione storica ma una rievocazione spirituale di San Giovanni Paolo II come uomo della Misericordia».

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«Non vi pare che oggi ci sia un gran bisogno di Misericordia? In questo momento storico, in cui vi sono tanti motivi per vedere grigio, abbiamo bisogno – ha sottolineato – della scintilla dell’origine che ci ci riporta al senso e alla vera pienezza della vita». E Giovanni Paolo II ci rivela qualcosa dell’origine non solo con il suo lunghissimo pontificato ma con la sua vita e la sua fede».

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La mostra inaugurata, ha detto il presidente dell’Enac, Vito Riggio, conferisce «ad Adr la dimensione della comunità dove l’arte si coniuga al diritto alla mobilità». Una mostra, ha aggiunto, che sta anche ad attestare che «noi non arretriamo nella difesa delle nostre tradizioni, che sono tradizioni universali».”

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IL TEMPO

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July 14, 2015

“IMPRESSIONI II” solo painting exhibition july 2015 Rome, Italy

Filed under: NEWS, Uncategorized — Anna Gulak @ 8:49 pm

ANNA GULAK ROMA 2015

February 3, 2015

SOME THOUGHTS ON THE LYRICISM OF BEAUTY OF THE ABSTRACT… / ALCUNE RIFLESSIONI SUL LIRISMO DELLA BELLEZZA DELL’ASTRATTO…

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 5:45 pm

A part of the essay “Lyricism of beauty: abstraction and realism in Anna Gulak’s art” written by Maria Carolina Campone, Professor of contemporary art language history at the Second University of Naples; Italy
Una parte della nota critica a cura della Dottoressa Maria Carolina Campone,
Docente di Storia dei linguaggi artistici contemporanei, Seconda Università degli Studi
di Napoli

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“In the extremes of analytical painting, Gulak’s abstract works are regarded as an abandonment of representative fiction with a dual result: on one hand, they become objects of research; on the other hand, they lose their characteristics as naturalistic and realistic reference sources. Based on the purest idealistic roots of European abstractionism, benefitting from the ideas of Kandinsky, Gulak’s canvases, whose name Impression should not mislead you, are experiments with rhythm, abstract and mathematical construction. In this context the term ‘impression’ (in etymologically pure terms) should be regarded as the imprint of a seal on sealing wax, instead of being perceived as a sensation or as a product of one’s senses exposed to reality. The term refers to the act of the artist, her internal and visceral relation with the canvas on which reality is not reproduced but created and reinterpreted through her personal expressive technique. It is, essentially, the meaning given to the concept by Kandinsky, who talked about ‘a direct impression of outward nature, expressed in purely artistic form’, concluding ‘This I call an ‘Impression’’.
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Alle estreme propaggini della pittura analitica, la produzione astratta della Gulak si pone come abbandono di ogni finzione rappresentativa con l’effetto di un duplice risultato: da un lato, essa stessa diviene oggetto di indagine; da un altro, perde ogni connotato di referenzialità, di riferimento naturalistico o realistico. Recependo le più pure matrici idealistiche dell’astrattismo europeo, ricollegabile alla lezione di Kandinskij, la Gulak indaga il ritmo, la costruzione astratta e matematica attraverso le sue tele, nelle quali il titolo Impression non deve trarre in inganno. Non si tratta di intendere il termine nel senso di una sensazione, di un effetto prodotto sui sensi a contatto con la realtà, ma piuttosto -nell’accezione etimologicamente “pura”- come “impressione” (da “imprimere”) di un sigillo sulla ceralacca. Il nome allude dunque al gesto dell’artista, al suo rapporto viscerale e fisico con la tela, sulla quale ella non “ri-produce” la realtà, ma “produce” la realtà stessa reinterpretata attraverso codici espressivi e formali del tutto personali. È, in sostanza, il significato che al titolo conferiva già Kandinskij, che parlava di «Impressioni della “natura esteriore” in forma grafico-pittorica», concludendo «chiamo questi quadri “impressioni”».

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anna gulak artist 2
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It is not however a simple repetition of approaches already attempted by others through the use of different materials – in terms of Burri’s material art – but the use of heteroclite materials and means, singular and outside the normal, applied not for the sake of something new, but for the expressive qualities of the elements. Her oil paintings with gilded sculptural elements have various dimensions differentiated on the basis of the effect of light and the effect of a ‘poetics of the material’ which cannot be perceived in any other way than as a consequence of each composition’s harmony.

This results in almost sculptural solidity achieved through the balance of the composition of the picture in which the artist tries to maximize the surface characteristics. Gulak is not as interested in the depiction of the form or the play of colours as she is in the texture and type of material, whilst preserving the complex harmony of the image.

Non si tratta, peraltro, di una semplice riproposizione di strade già sperimentate da altri attraverso l’uso di materiali diversi -si pensi all’arte materica di Burri- ma del ricorso a materiali e mezzi eterocliti, singolari e fuori del normale non per la ricerca fine a se stessa del nuovo, ma per le qualità espressive che quegli elementi posseggono. Le tele a olio con inserti scultorei in oro ottengono reazioni differenziate in base all’incidenza della luce con l’effetto di una “poetica della materia” a proposito della quale non si può non rilevare la ricaduta sull’orizzonte spirituale del singolo. Ne consegue il carattere di una solidità quasi scultorea, ottenuta attraverso l’equilibrio compositivo del quadro, in cui l’artista cerca di valorizzare al massimo le caratteristiche della superficie. L’interesse della Gulak non è rivolto tanto alla forma rappresentata o al gioco delle tinte, quanto piuttosto alla trama e al colore della materia, pur nella salvaguardia dell’armonia complessiva dell’immagine.
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The artist, through her personal and delicate lyricism, transforms her feelings and fantasies into a material form composed of colour and sculptural relief elements. Inspired by organic forms of nature, Gulak creates dreamy abstract landscapes invoking auras of enhanced and highly symbolic, therefore allusive, chromatic tones. Blue, the colour which has its own interpretative story in the variegated art history connected for example with such names as van Gogh and Kandinsky, green, red and orange in all their shades express Gulak’s undoubted synesthetic ability. Her abstract canvases transcribe into contemporary language the ideas previously implemented by Skriabin or Korsakov. Following the great European abstract tradition, Gulak, transferring her impressions onto the canvas, almost in a cathartic method, visually reproduces the suspension of perception of all sense of time and space in a way that man experiences it.
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L’autrice, attraverso un personale e delicato linguaggio lirico, traduce i suoi sentimenti e le sue fantasie in una forma materica, composta dal colore e da elementi in rilievo, la cui ispirazione, attinta alle forme organiche della natura, crea paesaggi astratti come sogni, evocando aure di accresciute tonalità cromatiche fortemente simboliche e perciò stesso allusive. L’azzurro -colore che ha una sua personale vicenda interpretativa nel variegato panorama dell’arte, legata ad esempio a nomi quali van Gogh e Kandinskij- il verde, il rosso, l’arancio in tutte le loro tonalità esprimono le indubbie capacità sinestetiche della Gulak, le cui tele astratte trascrivono in un linguaggio contemporaneo gli accordi che già Skrjabin e Korsakov avevano realizzato. Sulla scia della grande tradizione astratta europea, la Gulak, nel trasferire le sue impressioni sulla tela, in maniera quasi catartica, realizza e rende visibile la sospensione di ogni percezione di spazio e tempo così come si verifica nel cammino di auto-coscienza che l’uomo compie.
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anna gulak artista 4
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Gulak’s abstract paintings bring to mind Kandinsky’s words from a significant passage of Concerning the spiritual in art: ‘…in highly sensitive people, the way to the soul is so direct and the soul itself so impressionable, that any impression of taste communicates itself immediately to the soul, and thence to the other organs of sense.’
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Dinanzi ai suoi quadri astratti ritornano alla mente le parole di Kandinskij in un significativo passo de Lo spirituale nell’arte: «Negli esseri umani più evoluti, le vie che conducono all’anima sono così dirette e le impressioni psichiche raggiungibili così rapidamente che un’azione che si eserciti attraverso un senso arriva direttamente all’anima, facendo vibrare per simpatia le vie corrispondenti che vanno dall’anima agli altri organi sensoriali» .
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anna gulak artist 5
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Therefore in the etymological sense, one can speak of a harmonized set of paintings with reference to the subtle lyricism inherent in the artistic language the artist uses.
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Si può pertanto parlare di un insieme armonico di tele, proprio in senso etimologico, con riferimento al sottile lirismo insito nei codici comunicativi di cui l’artista si serve.
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anna gulak artist 6
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Through a process that recovers and revises the ‘classical’ antecedents of abstractionism the artist, in her epistemological research, recreates a connection intended to support and restore the ideal of beauty and harmony in contemporary art without renouncing proper formal and epistemological research that constitutes its characteristics. In fact, she explores the energetic and evocative potentialities of raw, crude material in its true state, completely separate and detached from its natural physical configuration, without disowning it from its origin.

The combination of material affixed to the canvas, almost suspended in space, highlighted by the clever use of oil colours that create the background, becomes a metaphor of an existential search, a search for something truly genuine and positive, something as valuable as the insertions traversing the painting, something able to oppose the distressing lack of certainty that traps a man and constitutes a distinctive feature of contemporary life.

The focus of Gulak’s artistic work on material and its energy results in a true ‘poetics of matter’ which characterizes her paintings. Unlike many modern paintings, characterized by the very rejection of form, Gulak’s works do not eliminate it from the canvas but try to implement a new mode of expression in which the form arises from the artist’s gesture, from her search for expression. The form, essentially, does not come before the work but derives from it. Because of that, it implies the superiority of the very art which molds the reality and shapes the meaning through the auroral and formative gesture of the artist.

The work of art does not come from the composition of forms but arises from the imagination of the creator and only in whose mind can the form take shape.

Therefore, Gulak’s personality asserts itself via absolute originality of artistic expression. With her characteristic management of expressive means she continues the legacy of those artists of the twentieth century who, from Fontana through Burri to Rauschenberg, looked for a unique code which would mix different means of communication in order to express the complexity of reality, eliminating at the same time the canonical distinction between forms of art. In this sense, every abstract painting by Gulak can be perceived as a hypertex within the meaning coined for this term by a great Russian director Eisenstein in his 1929 essay Beyond the shot or rather as the collection of texts that you could capture simultaneously and easily switch between them using thematic links.

This is especially evident in The light where the presence of a gap expresses and eternalises, through the revival of a subject made topical by previous artists, the artist’s way of being in that precise moment: action painting. This, along with the insertion of a bright sculptural element, gives the work a multidimensional tone and creates the illusion of luminescence essential for the title. This suggests the typical approach of the Informal, by means of which Gulak aspires to reach a new lyrical spatiality which aims to build an artistic space different from the environment, completely abstract and not related to any reality, extrinsic or intrinsic.
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Attraverso un procedimento che recupera e rielabora i prodromi “classici” dell’astrattismo, l’artista, nella sua ricerca epistemologica, ricrea un nesso atto a supportare e ripristinare l’ideale di bellezza e armonia nell’arte contemporanea, senza rinunciare a una ricerca formale e gnoseologica insieme che le è propria. Ella infatti sonda le potenzialità energetiche ed evocative della materia nuda e cruda nel suo darsi come “datità”, completamente autonoma e svincolata dalla configurazione che la biologia della fisicità le conferisce, senza rendersi avulsa da se stessa.
Le concrezioni materiche “adagiate” sulla tela -messe in risalto dall’uso sapiente del colore ad olio che ad esse fa da sfondo- e quasi sospese nel vuoto diventano metafora di una ricerca esistenziale, una ricerca volta a scoprire qualcosa di autenticamente genuino e positivo, di prezioso come gli inserti che attraversano il quadro, da poter opporre alla desolante mancanza di certezze che insidia l’uomo e costituisce la cifra distintiva della contemporaneità.
La focalizzazione del lavoro artistico sulla materia e sulla sua energia comporta una vera e propria “poetica della materia” che caratterizza la produzione pittorica della Gulak. Al contrario di molta pittura moderna, caratterizzata da un rifiuto della forma stessa, la pittura della Gulak non la elimina dalla tela, ma cerca una nuova modalità espressiva in cui questa scaturisca dal gesto dell’artista, dalla sua ricerca espressiva. La forma, in sostanza, non preesiste all’opera, ma deriva da questa: in tal modo, si finisce con l’affermare una supremazia dell’arte stessa che plasma la realtà e le conferisce senso attraverso il gesto aurorale e poietico dell’artista.
L’opera non nasce più dall’organizzazione delle forme, ma scaturisce dall’immaginazione di chi la crea, solo nella cui mente “prende forma la forma”.
La personalità della Gulak si afferma pertanto per l’assoluta originalità dell’espressione artistica: con la sua gestione dei mezzi espressivi che le sono propri, ella si pone dunque nella scia di quei maestri del Novecento, che da Fontana a Burri a Rauschenberg, hanno cercato un codice comunicativo unico che, abolendo la canonica distinzione fra le arti, consentisse di mescolare linguaggi diversi per esprimere la complessità del reale. In tal senso, ogni tela astratta della Gulak può essere vista come un “iper testo” nell’accezione che il grande regista russo Ejzenštein diede del termine nel suo saggio del 1929 Oltre l’inquadratura , ossia come un insieme di testi da cogliere simultaneamente in modo da poter passare dall’uno all’altro facilmente per nessi tematici.

Ciò è particolarmente evidente ne La luce, in cui la presenza della fenditura esprime ed eterna, attraverso la ripresa di un tema reso topico da celebri precedenti, il modo di essere dell’artista in quel preciso momento: l’action painting e l’inserto di un elemento scultoreo fortemente luminoso realizza un oggetto pluridimensionale in grado di ricreare l’effetto di luminescenza essenziale per il titolo. Per questa via, si ripropone un percorso tipico dell’Informale, in virtù del quale la Gulak aspira a raggiungere una nuova spazialità lirica, che mira alla costruzione di uno spazio artistico differenziato rispetto all’ambiente, del tutto astratto e non riferibile ad alcuna realtà estrinseca e intrinseca.
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anna gulak artist 7
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We can see the same principle of technical and formal experimentation in the canvas titled Gericho in flames: the painting is divided horizontally by stretched sculptural inserts imitating a menorah going from the sides to the centre where the communicative tension reaches its climax. The menorah – the unmistakable symbol of the Jewish people – clarifies the title which refers to a key moment of the history of Israel described in the Book of Joshua: the conquest of the Canaanite city whose walls fell at the sound of the shofar after the Jewish priests had encircled it seven times within seven days. The painting has a strong metaphorical character and is a tribute to the people who experienced a tragic part of history in the last century in Nazi-occupied Poland.(…)
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Sulla stessa strada di sperimentazione tecnico-formale si situa l’olio intitolato Gericho nelle fiamme: l’opera è divisa in senso all’incirca orizzontale dagli inserti scultorei tesi a riprodurre una menorah con un andamento che, partendo dai lati, tende a sollevarsi verso il centro, punto in cui la tensione comunicativa tocca il suo acme. L’oggetto -simbolo per eccellenza del popolo ebraico- chiarisce il titolo, con riferimento a un episodio-chiave della storia di Israele descritto nel Libro di Giosuè, la conquista della città cananea, le cui mura caddero dopo che i sacerdoti ebrei vi avevano girato intorno sette volte per sette giorni al suono dello shofar. La tela si impone per il forte carattere metaforico che la caratterizza, omaggio a un popolo la cui storia nel secolo scorso ha vissuto i suoi momenti più tragici proprio nella Polonia occupata dai nazisti.(…)
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anna gulak artist 8
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(…)Lyrical abstraction and realistic portraiture therefore coexist in Gulak’s productions. Acknowledging the trends of contemporary artistic culture, she transforms them via the reinterpretation of forms, typologies and classical iconography.
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(…)Astrazione lirica e realismo ritrattistico coesistono dunque nella produzione plastico-figurativa della Gulak, che, recependo le tendenze della coeva cultura artistica, le trasfigura attraverso la riproposizione di moduli, tipologie e iconografie classiche.
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Her art is designed to combine the complex necessities of the contemporary with a language which aims to encourage a revival of an ideal of beauty in its own semantic component. An ideal which is not an end in itself, but is inspired by the primordial idea of “beauty”, arisen from the act which first formed this concept by giving it substance, the act of Creation, which every artist implicitly tries to recreate in a highly mimetic way from implicit “religious” values. These two different components of Gulak’s art make of her an absolutely original voice in the panorama of contemporary art.”
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Le due diverse componenti dell’arte della Gulak ne fanno una voce assolutamente originale nel coevo panorama artistico, volta a coniugare le complesse istanze della contemporaneità con un linguaggio teso a riproporre il recupero di un ideale di bellezza mai fine a se stesso, ma ispirato all’idea primigenia di “bello” scaturita dall’atto che per primo ha plasmato tale concetto dandogli forma, il gesto della Creazione, che ogni artista implicitamente tenta di ricreare con un gesto fortemente mimetico dalle implicite valenze “religiose” nella componente semantica propria di tale aggettivo.

polish artist anna gulak 1 painting

January 2, 2015

ANNA GULAK’S INDIVIDUAL EXHIBITION / MOSTRA PERSONALE – Citta’ di Bassano del Grappa 6 december/DICEMBRE-6 january / GENNAIO 2015

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 11:23 pm

anna gulak

October 15, 2014

ANNA GULAK’S INDIVIDUAL EXHIBITION IN THE BEAUTIFUL HISTORIC CITY OF SIENA october 2014

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 11:19 pm

anna gulak Siena

June 2, 2014

Anna Gulak’s monumental sculpture of Pope John Paul II at the the Lateran Palace, Vatican / INUAGURAZIONE DEL BUSTO DI SAN GIOVANNI PAOLO II DELL’ARTISTA ANNA GULAK PRESSO IL VICARIATO DI S. GIOVANNI IN LATERANO A ROMA

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 10:51 pm

The official unveiling of the monumental bust of Pope John Paul II by Polish artist Anna Gulak took place on may 29 at the Palace of the Vicariate of Vatican. The sculpture is a copy of a monumental bust already located in the atrium of Paul VI Hall at the Vatican. Over the ceremony presided the Vicar of Rome His Eminence Cardinal Agostino Vallini. There were also present representatives of diplomacy and of the City of Rome.
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L’inaugurazione ufficiale del busto monumentale di San Giovanni Paolo II, opera dell’artista Anna Gulak, è stata effettuata il 29 maggio 2014 all’interno del Palazzo del Vicariato di S.Giovanni in Laterano a Roma, luogo in cui è stata posta la scultura. L’opera è una copia del un busto monumentale già collocato nell’atrio dell’Aula Paolo VI in Vaticano.
Nel corso della cerimonia, presieduta dal Vicario di Roma Sua Eminenza il Cardinale Agostino Vallini, erano presenti diversi rappresentanti della Diplomazia, del Vaticano e del Comune di Roma.

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anna gulak Vatican john paul II
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April 27, 2014

Canonisation of Pope John Paul II -Press conference at the Vatican, Thursday, April 24 / CANONIZZAZIONE DI PAPA GIOVANNI PAOLO II CONFERENZA STAMPA IN VATICANO; GIOVEDI, 24 MAGGIO 2014

Floribeth Mora, Anna Gulak
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Floribeth Mora, a Costa Rican woman whose inoperable brain aneurysm purportedly disappeared after she prayed to John Paul II, walks past a statue of him made by Polish artist Anna Gulak as she leaves after a press conference at the Vatican, Thursday, April 24, 2014. John Paul II will be made saint together with late Pope John XXIII during a solemn ceremony at the Vatican Sunday.

(AP Photo/Alessandra Tarantino)

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Floribeth Mora, una donna del Costa Rica colpita da aneurisma cerebrale inoperabile, dopo aver pregato Papa Giovanni Paolo II è stata miracolata facendole scomparire il male. Ha tenuto una conferenza stampa in Vaticano Giovedì 24 Aprile, rilasciato un’intervista davanti alla sua statua dell’artista polacca Anna Gulak. Papa Giovanni Paolo II e Papa Giovanni XXIII diventano eletti Santi nel corso della solenne Canonizzazione tenutasi il 27 maggio 2014 in Vaticano.
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April 19, 2014

mostra sulle piazze e vie di Roma 17 aprile – 4 maggio 2014 expo on the squares and streets of Rome 17 april – 4 may 2014 wystawa na placach i ulicach Rzymu 17 kwiecień – 4 maj 2014

Filed under: NEWS — Tags: , , , , , — Anna Gulak @ 7:54 pm

1 poster mostra Anna Gulak
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The exhibition on the squares and streets of Rome by Polish artist Anna Gulak entitled “Faces of John Paul II and John XXIII” features graphic works portraying the “Faces” of the Great Pontiffs combined with chosen quotes from their teaching, translated in several languages. The graphic cycle presents visual artistic message and beautiful papal thoughts, still valid in modern society, with the aim to promote their teaching that deepens faith and spreads the message of peace, dialogue, forgiveness and love of God the Creator. The works are displayed on special structures placed in different parts of historic Rome from April 17th to May 4th located near the screens that will be transmitting the celebrations of the canonizations. Amongst the main locations are Via dei Fori Imperiali, Piazza della Chiesa Nuova, Area Castel Sant’Angelo,Piazza dell’Esquilino (Santa Maria Maggiore),San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura and the Media Center in Paul VI Audience Hall in the Vatican.

The project has been realized under the patronage of various Vatican Institutions (The Pontifical Council for Culture, The Pontifical Council for Promoting the New Evangelization, Vicariate of Rome, ORP) and the City of Rome.
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Il progetto espositivo sulle Piazze e Vie di Roma dell’artista polacca Anna Gulak intitolato “I Volti di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII” consiste di opere grafiche riproducenti i “Volti” dei due Santi Papi, contrassegnate dalle più belle citazioni scelte nel corso del loro pontificato tradotte in diverse lingue. Le opere uniscono il messaggio artistico/visivo ed il contenuto dei loro pensieri con l’obiettivo di promuovere il loro insegnamento, tuttora valido e necessario alla società moderna per un approfondimento della fede, un messaggio di pace, di dialogo, di perdono e di amore del Creatore. Le opere sono esposte mediante strutture espositive, in diversi luoghi di Roma: Via dei Fori Imperiali, Piazza della Chiesa Nuova, Area Castel Sant’Angelo, Piazza dell’Esquilino (Santa Maria Maggiore), San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura e in Media Center presso Aula Paulo VI in Vaticano.
Sono posizionate in prossimità dei maxi schermi a partire dal 17 aprile al 4maggio sotto il patrocinio di diverse Istituzioni del Vaticano (Pontificio Consiglio della Cultura, Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, Vicariato di Roma e Opera Romana Pellegrinaggi) e di Roma Capitale.

canonizazzione roma anna gulak
ANNA GULAK  ROMA1
rome Anna gulak 2roma anna Gulakanna gulak canonizazzione jpii 2castel san angelo anna gulakANNA GULAK JP2 ROMA 2anna gulak jpII

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ANNA GULAK ROMA VATICANO

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