March 28, 2016

Inuaguration of Expo „Giovani Donne Artiste a confronto” Roma, Teatro dei Dioscuri al Quirinale; may 2016

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 7:09 pm

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download polish artist anna gulak anna gulak malarka 1

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Madame Butterfly
oil in canvas, relief, gilded (gold leaf)
olio su tela,rilievo, dorato (gold leaf)
125 x 100 cm
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December 6, 2015

INUAGURATION OF EXPO “Journeying with Saint John Paul II towards the Jubilee of Mercy” LEONARDO DA VINCI AIRPORT, ROME / INUAGURAZIONE DELLA MOSTRA “In Cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo della Misericordia” AEROPORTO LEONARDO DA VINCI, ROMA

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 3:01 pm

The current exhibition of the “Faces of John Paul II” in the context of the Leonardo da Vinci airport titled “Journeying with Saint John Paul II towards the Jubilee of Mercy” is designed to be the beginning of its continuance in different continents of the world, thus creating an “itinerant tour” in the footsteps of the Great Pope, The Pilgrim Pope.

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La mostra attuale su I Volti di Giovanni Paolo II, presentata nel contesto dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino dal Titolo “In Cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo della Misericordia” si prefigge lo scopo di proseguire l’esposizione nei diversi continenti del mondo, creando così un “ciclo itinerante” sulle orme del Grande Papa, il Papa Pellegrino.

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anna gulak art poster fiumicino

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LINK TO FILM FROM THE INAUGURATION OF THE EXHIBITION/
LINK AL FILM DELLA INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA:
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LINKS TO PRESS INFO:
Adr dedica una mostra a Giovanni Paolo II

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All’aeroporto di Fiumicino una mostra su Giovanni Paolo II

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Giubileo, a Fiumicino mostra su Giovanni Paolo II

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Fiumicino – ADR, inaugurata la mostra di Anna Gulak su Giovanni Paolo II

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Fiumicino, inaugurata in aeroporto la mostra dedicata a Giovanni Paolo II

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Un mostra su Giovanni Paolo II in aeroporto

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Giubileo In cammino con S Giovanni Paolo II inaugurata mostra a Fiumicino

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Fiumicino, inaugurata all\'aeroporto mostra su Giovanni Paolo II

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Great exhibition dedicated to #GiovanniPaoloII with Anna Gulak artworks at @AeroportidiRoma Fiumicino Worth a visit!

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Anna Gulak 1

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mostra anna Gulak Fiumicino

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Anna Gulak Leonardo da Vinci Aeroporto
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“ADR DEDICA UNA MOSTRA A GIOVANNI PAOLO II

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Un grande busto scultoreo e sei dipinti che raffigurano San Giovanni Paolo II: sono le opere che durante l’Anno Santo saranno esposte in un’area dedicata delle partenze del Terminal1 dell’aeroporto…

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Un grande busto scultoreo e sei dipinti che raffigurano San Giovanni Paolo II: sono le opere che durante l’Anno Santo saranno esposte in un’area dedicata delle partenze del Terminal1 dell’aeroporto romano di Fiumicino. È stata inaugurata ieri, infatti, al Leonardo da Vinci, alla presenza del Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Papa Francesco, la mostra di opere scultoree e pittoriche dell’artista Anna Gulak «In cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo Straordinario della Misericordia.

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La mostra, realizzata da Aeroporti di Roma in partnership con l’Opera Romana Pellegrinaggi, è curata dall’architetto Guido Rainaldi, con il patrocinio del Pontificium Consilium della Cultura e del Vicariato di Roma. Le opere pittoriche, che riproducono i volti di Giovanni Paolo II, verranno corredate dalle più belle citazioni del lungo pontificato del Santo Padre.

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«È con grande orgoglio che inauguriamo questa mostra» ha dichiarato l’amministratore delegato di Adr, Lorenzo Lo Presti.

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L’aeroporto è lo spazio per antonomasia dedicato agli arrivi e alle partenze, ma è anche il luogo dell’accoglienza del passeggero. Ed è proprio in nome dell’ospitalità che il messaggio di amore e misericordia di Papa Woytila, portato avanti con grande passione da Papa Francesco, si fonde con quello della modernità dello scalo della Capitale, primo hub italiano, e ora anche Porta del Giubileo.

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Ancora una volta ADR mette al centro del proprio impegno la qualità del tempo che il viaggiatore trascorre in aeroporto. Un’esposizione, ha detto il Cardinale Vallini, che «non è solo una rievocazione storica ma una rievocazione spirituale di San Giovanni Paolo II come uomo della Misericordia».

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«Non vi pare che oggi ci sia un gran bisogno di Misericordia? In questo momento storico, in cui vi sono tanti motivi per vedere grigio, abbiamo bisogno – ha sottolineato – della scintilla dell’origine che ci ci riporta al senso e alla vera pienezza della vita». E Giovanni Paolo II ci rivela qualcosa dell’origine non solo con il suo lunghissimo pontificato ma con la sua vita e la sua fede».

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La mostra inaugurata, ha detto il presidente dell’Enac, Vito Riggio, conferisce «ad Adr la dimensione della comunità dove l’arte si coniuga al diritto alla mobilità». Una mostra, ha aggiunto, che sta anche ad attestare che «noi non arretriamo nella difesa delle nostre tradizioni, che sono tradizioni universali».”

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IL TEMPO

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July 14, 2015

“IMPRESSIONI II” solo painting exhibition july 2015 Rome, Italy

Filed under: NEWS, Uncategorized — Anna Gulak @ 8:49 pm

ANNA GULAK ROMA 2015

February 3, 2015

SOME THOUGHTS ON THE LYRICISM OF BEAUTY OF THE ABSTRACT… / ALCUNE RIFLESSIONI SUL LIRISMO DELLA BELLEZZA DELL’ASTRATTO…

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 5:45 pm

A part of the essay “Lyricism of beauty: abstraction and realism in Anna Gulak’s art” written by Maria Carolina Campone, Professor of contemporary art language history at the Second University of Naples; Italy
Una parte della nota critica a cura della Dottoressa Maria Carolina Campone,
Docente di Storia dei linguaggi artistici contemporanei, Seconda Università degli Studi
di Napoli

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“In the extremes of analytical painting, Gulak’s abstract works are regarded as an abandonment of representative fiction with a dual result: on one hand, they become objects of research; on the other hand, they lose their characteristics as naturalistic and realistic reference sources. Based on the purest idealistic roots of European abstractionism, benefitting from the ideas of Kandinsky, Gulak’s canvases, whose name Impression should not mislead you, are experiments with rhythm, abstract and mathematical construction. In this context the term ‘impression’ (in etymologically pure terms) should be regarded as the imprint of a seal on sealing wax, instead of being perceived as a sensation or as a product of one’s senses exposed to reality. The term refers to the act of the artist, her internal and visceral relation with the canvas on which reality is not reproduced but created and reinterpreted through her personal expressive technique. It is, essentially, the meaning given to the concept by Kandinsky, who talked about ‘a direct impression of outward nature, expressed in purely artistic form’, concluding ‘This I call an ‘Impression’’.
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Alle estreme propaggini della pittura analitica, la produzione astratta della Gulak si pone come abbandono di ogni finzione rappresentativa con l’effetto di un duplice risultato: da un lato, essa stessa diviene oggetto di indagine; da un altro, perde ogni connotato di referenzialità, di riferimento naturalistico o realistico. Recependo le più pure matrici idealistiche dell’astrattismo europeo, ricollegabile alla lezione di Kandinskij, la Gulak indaga il ritmo, la costruzione astratta e matematica attraverso le sue tele, nelle quali il titolo Impression non deve trarre in inganno. Non si tratta di intendere il termine nel senso di una sensazione, di un effetto prodotto sui sensi a contatto con la realtà, ma piuttosto -nell’accezione etimologicamente “pura”- come “impressione” (da “imprimere”) di un sigillo sulla ceralacca. Il nome allude dunque al gesto dell’artista, al suo rapporto viscerale e fisico con la tela, sulla quale ella non “ri-produce” la realtà, ma “produce” la realtà stessa reinterpretata attraverso codici espressivi e formali del tutto personali. È, in sostanza, il significato che al titolo conferiva già Kandinskij, che parlava di «Impressioni della “natura esteriore” in forma grafico-pittorica», concludendo «chiamo questi quadri “impressioni”».

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It is not however a simple repetition of approaches already attempted by others through the use of different materials – in terms of Burri’s material art – but the use of heteroclite materials and means, singular and outside the normal, applied not for the sake of something new, but for the expressive qualities of the elements. Her oil paintings with gilded sculptural elements have various dimensions differentiated on the basis of the effect of light and the effect of a ‘poetics of the material’ which cannot be perceived in any other way than as a consequence of each composition’s harmony.

This results in almost sculptural solidity achieved through the balance of the composition of the picture in which the artist tries to maximize the surface characteristics. Gulak is not as interested in the depiction of the form or the play of colours as she is in the texture and type of material, whilst preserving the complex harmony of the image.

Non si tratta, peraltro, di una semplice riproposizione di strade già sperimentate da altri attraverso l’uso di materiali diversi -si pensi all’arte materica di Burri- ma del ricorso a materiali e mezzi eterocliti, singolari e fuori del normale non per la ricerca fine a se stessa del nuovo, ma per le qualità espressive che quegli elementi posseggono. Le tele a olio con inserti scultorei in oro ottengono reazioni differenziate in base all’incidenza della luce con l’effetto di una “poetica della materia” a proposito della quale non si può non rilevare la ricaduta sull’orizzonte spirituale del singolo. Ne consegue il carattere di una solidità quasi scultorea, ottenuta attraverso l’equilibrio compositivo del quadro, in cui l’artista cerca di valorizzare al massimo le caratteristiche della superficie. L’interesse della Gulak non è rivolto tanto alla forma rappresentata o al gioco delle tinte, quanto piuttosto alla trama e al colore della materia, pur nella salvaguardia dell’armonia complessiva dell’immagine.
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The artist, through her personal and delicate lyricism, transforms her feelings and fantasies into a material form composed of colour and sculptural relief elements. Inspired by organic forms of nature, Gulak creates dreamy abstract landscapes invoking auras of enhanced and highly symbolic, therefore allusive, chromatic tones. Blue, the colour which has its own interpretative story in the variegated art history connected for example with such names as van Gogh and Kandinsky, green, red and orange in all their shades express Gulak’s undoubted synesthetic ability. Her abstract canvases transcribe into contemporary language the ideas previously implemented by Skriabin or Korsakov. Following the great European abstract tradition, Gulak, transferring her impressions onto the canvas, almost in a cathartic method, visually reproduces the suspension of perception of all sense of time and space in a way that man experiences it.
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L’autrice, attraverso un personale e delicato linguaggio lirico, traduce i suoi sentimenti e le sue fantasie in una forma materica, composta dal colore e da elementi in rilievo, la cui ispirazione, attinta alle forme organiche della natura, crea paesaggi astratti come sogni, evocando aure di accresciute tonalità cromatiche fortemente simboliche e perciò stesso allusive. L’azzurro -colore che ha una sua personale vicenda interpretativa nel variegato panorama dell’arte, legata ad esempio a nomi quali van Gogh e Kandinskij- il verde, il rosso, l’arancio in tutte le loro tonalità esprimono le indubbie capacità sinestetiche della Gulak, le cui tele astratte trascrivono in un linguaggio contemporaneo gli accordi che già Skrjabin e Korsakov avevano realizzato. Sulla scia della grande tradizione astratta europea, la Gulak, nel trasferire le sue impressioni sulla tela, in maniera quasi catartica, realizza e rende visibile la sospensione di ogni percezione di spazio e tempo così come si verifica nel cammino di auto-coscienza che l’uomo compie.
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Gulak’s abstract paintings bring to mind Kandinsky’s words from a significant passage of Concerning the spiritual in art: ‘…in highly sensitive people, the way to the soul is so direct and the soul itself so impressionable, that any impression of taste communicates itself immediately to the soul, and thence to the other organs of sense.’
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Dinanzi ai suoi quadri astratti ritornano alla mente le parole di Kandinskij in un significativo passo de Lo spirituale nell’arte: «Negli esseri umani più evoluti, le vie che conducono all’anima sono così dirette e le impressioni psichiche raggiungibili così rapidamente che un’azione che si eserciti attraverso un senso arriva direttamente all’anima, facendo vibrare per simpatia le vie corrispondenti che vanno dall’anima agli altri organi sensoriali» .
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Therefore in the etymological sense, one can speak of a harmonized set of paintings with reference to the subtle lyricism inherent in the artistic language the artist uses.
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Si può pertanto parlare di un insieme armonico di tele, proprio in senso etimologico, con riferimento al sottile lirismo insito nei codici comunicativi di cui l’artista si serve.
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Through a process that recovers and revises the ‘classical’ antecedents of abstractionism the artist, in her epistemological research, recreates a connection intended to support and restore the ideal of beauty and harmony in contemporary art without renouncing proper formal and epistemological research that constitutes its characteristics. In fact, she explores the energetic and evocative potentialities of raw, crude material in its true state, completely separate and detached from its natural physical configuration, without disowning it from its origin.

The combination of material affixed to the canvas, almost suspended in space, highlighted by the clever use of oil colours that create the background, becomes a metaphor of an existential search, a search for something truly genuine and positive, something as valuable as the insertions traversing the painting, something able to oppose the distressing lack of certainty that traps a man and constitutes a distinctive feature of contemporary life.

The focus of Gulak’s artistic work on material and its energy results in a true ‘poetics of matter’ which characterizes her paintings. Unlike many modern paintings, characterized by the very rejection of form, Gulak’s works do not eliminate it from the canvas but try to implement a new mode of expression in which the form arises from the artist’s gesture, from her search for expression. The form, essentially, does not come before the work but derives from it. Because of that, it implies the superiority of the very art which molds the reality and shapes the meaning through the auroral and formative gesture of the artist.

The work of art does not come from the composition of forms but arises from the imagination of the creator and only in whose mind can the form take shape.

Therefore, Gulak’s personality asserts itself via absolute originality of artistic expression. With her characteristic management of expressive means she continues the legacy of those artists of the twentieth century who, from Fontana through Burri to Rauschenberg, looked for a unique code which would mix different means of communication in order to express the complexity of reality, eliminating at the same time the canonical distinction between forms of art. In this sense, every abstract painting by Gulak can be perceived as a hypertex within the meaning coined for this term by a great Russian director Eisenstein in his 1929 essay Beyond the shot or rather as the collection of texts that you could capture simultaneously and easily switch between them using thematic links.

This is especially evident in The light where the presence of a gap expresses and eternalises, through the revival of a subject made topical by previous artists, the artist’s way of being in that precise moment: action painting. This, along with the insertion of a bright sculptural element, gives the work a multidimensional tone and creates the illusion of luminescence essential for the title. This suggests the typical approach of the Informal, by means of which Gulak aspires to reach a new lyrical spatiality which aims to build an artistic space different from the environment, completely abstract and not related to any reality, extrinsic or intrinsic.
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Attraverso un procedimento che recupera e rielabora i prodromi “classici” dell’astrattismo, l’artista, nella sua ricerca epistemologica, ricrea un nesso atto a supportare e ripristinare l’ideale di bellezza e armonia nell’arte contemporanea, senza rinunciare a una ricerca formale e gnoseologica insieme che le è propria. Ella infatti sonda le potenzialità energetiche ed evocative della materia nuda e cruda nel suo darsi come “datità”, completamente autonoma e svincolata dalla configurazione che la biologia della fisicità le conferisce, senza rendersi avulsa da se stessa.
Le concrezioni materiche “adagiate” sulla tela -messe in risalto dall’uso sapiente del colore ad olio che ad esse fa da sfondo- e quasi sospese nel vuoto diventano metafora di una ricerca esistenziale, una ricerca volta a scoprire qualcosa di autenticamente genuino e positivo, di prezioso come gli inserti che attraversano il quadro, da poter opporre alla desolante mancanza di certezze che insidia l’uomo e costituisce la cifra distintiva della contemporaneità.
La focalizzazione del lavoro artistico sulla materia e sulla sua energia comporta una vera e propria “poetica della materia” che caratterizza la produzione pittorica della Gulak. Al contrario di molta pittura moderna, caratterizzata da un rifiuto della forma stessa, la pittura della Gulak non la elimina dalla tela, ma cerca una nuova modalità espressiva in cui questa scaturisca dal gesto dell’artista, dalla sua ricerca espressiva. La forma, in sostanza, non preesiste all’opera, ma deriva da questa: in tal modo, si finisce con l’affermare una supremazia dell’arte stessa che plasma la realtà e le conferisce senso attraverso il gesto aurorale e poietico dell’artista.
L’opera non nasce più dall’organizzazione delle forme, ma scaturisce dall’immaginazione di chi la crea, solo nella cui mente “prende forma la forma”.
La personalità della Gulak si afferma pertanto per l’assoluta originalità dell’espressione artistica: con la sua gestione dei mezzi espressivi che le sono propri, ella si pone dunque nella scia di quei maestri del Novecento, che da Fontana a Burri a Rauschenberg, hanno cercato un codice comunicativo unico che, abolendo la canonica distinzione fra le arti, consentisse di mescolare linguaggi diversi per esprimere la complessità del reale. In tal senso, ogni tela astratta della Gulak può essere vista come un “iper testo” nell’accezione che il grande regista russo Ejzenštein diede del termine nel suo saggio del 1929 Oltre l’inquadratura , ossia come un insieme di testi da cogliere simultaneamente in modo da poter passare dall’uno all’altro facilmente per nessi tematici.

Ciò è particolarmente evidente ne La luce, in cui la presenza della fenditura esprime ed eterna, attraverso la ripresa di un tema reso topico da celebri precedenti, il modo di essere dell’artista in quel preciso momento: l’action painting e l’inserto di un elemento scultoreo fortemente luminoso realizza un oggetto pluridimensionale in grado di ricreare l’effetto di luminescenza essenziale per il titolo. Per questa via, si ripropone un percorso tipico dell’Informale, in virtù del quale la Gulak aspira a raggiungere una nuova spazialità lirica, che mira alla costruzione di uno spazio artistico differenziato rispetto all’ambiente, del tutto astratto e non riferibile ad alcuna realtà estrinseca e intrinseca.
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We can see the same principle of technical and formal experimentation in the canvas titled Gericho in flames: the painting is divided horizontally by stretched sculptural inserts imitating a menorah going from the sides to the centre where the communicative tension reaches its climax. The menorah – the unmistakable symbol of the Jewish people – clarifies the title which refers to a key moment of the history of Israel described in the Book of Joshua: the conquest of the Canaanite city whose walls fell at the sound of the shofar after the Jewish priests had encircled it seven times within seven days. The painting has a strong metaphorical character and is a tribute to the people who experienced a tragic part of history in the last century in Nazi-occupied Poland.(…)
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Sulla stessa strada di sperimentazione tecnico-formale si situa l’olio intitolato Gericho nelle fiamme: l’opera è divisa in senso all’incirca orizzontale dagli inserti scultorei tesi a riprodurre una menorah con un andamento che, partendo dai lati, tende a sollevarsi verso il centro, punto in cui la tensione comunicativa tocca il suo acme. L’oggetto -simbolo per eccellenza del popolo ebraico- chiarisce il titolo, con riferimento a un episodio-chiave della storia di Israele descritto nel Libro di Giosuè, la conquista della città cananea, le cui mura caddero dopo che i sacerdoti ebrei vi avevano girato intorno sette volte per sette giorni al suono dello shofar. La tela si impone per il forte carattere metaforico che la caratterizza, omaggio a un popolo la cui storia nel secolo scorso ha vissuto i suoi momenti più tragici proprio nella Polonia occupata dai nazisti.(…)
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(…)Lyrical abstraction and realistic portraiture therefore coexist in Gulak’s productions. Acknowledging the trends of contemporary artistic culture, she transforms them via the reinterpretation of forms, typologies and classical iconography.
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(…)Astrazione lirica e realismo ritrattistico coesistono dunque nella produzione plastico-figurativa della Gulak, che, recependo le tendenze della coeva cultura artistica, le trasfigura attraverso la riproposizione di moduli, tipologie e iconografie classiche.
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Her art is designed to combine the complex necessities of the contemporary with a language which aims to encourage a revival of an ideal of beauty in its own semantic component. An ideal which is not an end in itself, but is inspired by the primordial idea of “beauty”, arisen from the act which first formed this concept by giving it substance, the act of Creation, which every artist implicitly tries to recreate in a highly mimetic way from implicit “religious” values. These two different components of Gulak’s art make of her an absolutely original voice in the panorama of contemporary art.”
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Le due diverse componenti dell’arte della Gulak ne fanno una voce assolutamente originale nel coevo panorama artistico, volta a coniugare le complesse istanze della contemporaneità con un linguaggio teso a riproporre il recupero di un ideale di bellezza mai fine a se stesso, ma ispirato all’idea primigenia di “bello” scaturita dall’atto che per primo ha plasmato tale concetto dandogli forma, il gesto della Creazione, che ogni artista implicitamente tenta di ricreare con un gesto fortemente mimetico dalle implicite valenze “religiose” nella componente semantica propria di tale aggettivo.

polish artist anna gulak 1 painting

January 2, 2015

ANNA GULAK’S INDIVIDUAL EXHIBITION / MOSTRA PERSONALE – Citta’ di Bassano del Grappa 6 december/DICEMBRE-6 january / GENNAIO 2015

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 11:23 pm

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October 15, 2014

ANNA GULAK’S INDIVIDUAL EXHIBITION IN THE BEAUTIFUL HISTORIC CITY OF SIENA october 2014

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 11:19 pm

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June 2, 2014

Anna Gulak’s monumental sculpture of Pope John Paul II at the the Lateran Palace, Vatican / INUAGURAZIONE DEL BUSTO DI SAN GIOVANNI PAOLO II DELL’ARTISTA ANNA GULAK PRESSO IL VICARIATO DI S. GIOVANNI IN LATERANO A ROMA

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 10:51 pm

The official unveiling of the monumental bust of Pope John Paul II by Polish artist Anna Gulak took place on may 29 at the Palace of the Vicariate of Vatican. The sculpture is a copy of a monumental bust already located in the atrium of Paul VI Hall at the Vatican. Over the ceremony presided the Vicar of Rome His Eminence Cardinal Agostino Vallini. There were also present representatives of diplomacy and of the City of Rome.
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L’inaugurazione ufficiale del busto monumentale di San Giovanni Paolo II, opera dell’artista Anna Gulak, è stata effettuata il 29 maggio 2014 all’interno del Palazzo del Vicariato di S.Giovanni in Laterano a Roma, luogo in cui è stata posta la scultura. L’opera è una copia del un busto monumentale già collocato nell’atrio dell’Aula Paolo VI in Vaticano.
Nel corso della cerimonia, presieduta dal Vicario di Roma Sua Eminenza il Cardinale Agostino Vallini, erano presenti diversi rappresentanti della Diplomazia, del Vaticano e del Comune di Roma.

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anna gulak Vatican john paul II
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March 23, 2013

Anna Gulak the winner of PONTIFICAL ACADEMIES’ AWARD 2012 IN VATICAN / ANNA GULAK VINCITRICE DEL PREMIO DELLE PONTIFICIE ACCADEMIE 2012 IN VATICANO

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 5:02 pm

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Nagroda Pontyfikalnych Akademii 2012

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“Il premio è stato fondato 18 anni fa da Giovanni Paolo II per i giovani artisti e le istituzioni attive nel campo dell’architettura, della pittura e della scultura.
Quest’ anno il premio, a nome di Benedetto XVI, è stato dato dal Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone durante una sessione della Pontificia Accademia del 21/11/2012.
Alla cerimonia hanno partecipato il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, nonché i rappresentanti delle Pontificie Accademie.

“Anna Gulak si è diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Varsavia e Milano.
Nel 2003, prima artista polacca, ha realizzato una medaglia Pontificia in Vaticano in occasione del 25 ° anniversario del Pontificato di Giovanni Paolo II.
Nel 2010 ha realizzato una medaglia Pontificia per Papa Benedetto XVI.
Nel 2011 è stata eseguita una sua mostra personale presso l’Aula Paolo VI in Vaticano, dal titolo “ I Volti del Beato Giovanni Paolo II”.con opere originali di disegni e sculture dell’artista polacca.

Diamo le nostre congratulazioni ad Anna Gulak e auguriamo un continuo successo artistico.”
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Ambasciata della Repubblica di Polonia presso la Santa Sede
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CLICK ON THE LINK BELOW TO VIEW FILM FROM THE EXPO:

PER VEDERE IL FILM E’ NECESSARIO ACCEDERE AL SEGUENTE LINK
IL DOCUMENTO E’ IN INGLESE:

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Winner of Pontifical Award Speaks on Beauty and Truth in Art

By Włodzimierz Rędzioch

ROME, NOV. 21, 2012 (Zenit.org).

- Cardinal Tarcisio Bertone, the Vatican Secretary of State, awarded Polish artist Anna Gulak the 2012 Pontifical Academies Award.

The annual prize, founded 18 years ago by Blessed Pope John Paul II, is intended for both artists and institutions who are active in the fields of architecture, painting and sculpture and whose work have made significant contributions to the development of  studies, humanism and artistic expression.

The judging panel consisted of several renowned Italian artists who evaluated dozens of artists and architects from around the world. The prize was awarded during the 17thPublic Session of the Pontifical Academies. Also present were Cardinal Gianfranco Ravasi, President of the Pontifical Council for Culture along with representatives of the Church, civil authorities and media.

* * *

Q: Could you introduce yourself?

Gulak: I am a young artist [and] I graduated with a Master of Arts degree in Painting and Sculpture from the Academy of Fine Arts in Warsaw, Poland. I also deal with graphics, interior design, issues of art in architecture and work in the field of sacred art.

Last year, on the occasion of the first liturgical remembrance of Blessed [Pope John Paul II] on October 21st in the Vatican, the governor of the Vatican City State opened my exhibition entitled ”Faces of Blessed John Paul II” in the atrium of  the Paul VI Hall.

Q: Although you graduated from the Academy in 2009, you already had contact with the Vatican…

Gulak: [That is] correct. During my second year of studies, I was chosen to design and execute, at the request of Vatican City State, a medal commemorating the 100th pilgrimage of Pope John Paul II during the 25th Jubilee Year of the His Pontificate.

After the death of beloved John Paul II, our present Pope, Benedict XVI, while looking at several different medals, admired mine created in 2003 and I was asked once again to design one for Pope Benedict’s pilgrimage to Madrid last year. That medal was also eventually chosen among many other projects.

(Vatican City State makes a series of coins and a commemorative medal every year – information added by the author).

Q: How was it that a young student of the arts started working for the Vatican?

Gulak: In 2002, then Bishop Dziwisz had an opportunity to see my first sculpture. He proposed that I make a papal medal. At that time, I didn’t know that the medals are chosen by open competition and that many outstanding artists from around the world present their works. After a while, I was informed that although it was a big competition, my medal had been selected.

Q: Why you are interested in [Blessed Pope] John Paul II?

Gulak: John Paul II was not only a Pope but also a modern man of great charisma and many talents. He was also a human in every aspect and meaning: Great, yet humble; Strong, but suffering. [He was] a great leader and diplomat, philosopher, poet, sportsman and actor. [He was] firm yet kind, realistic but with a soul of an artist and morally adamant yet emphatic. One could use many words…

[I was] fascinated by his energetic path, his sayings and gestures. His whole attitude and personality are for me a personification of God’s beauty and love.

Q: You mentioned your exhibition “Faces of Blessed John Paul II” that took place in the Vatican last year. Could you expand on that?

Gulak: The exhibition was composed of two sculptures: a monumental bust portraying John Paul II  and a  project called the “Tu est Petrus” monument together with eight enormous-sized graphic portraits (3m high), showing different aspects of His character, His “many faces”. Each presented portrait was inspired by His teaching, various sayings and His personality.

The theme of these portraits is dialogue – between the one portrayed and the viewer. Fascinated by monumental forms with reference to modern billboard art and mass culture and at the same time with use of classical workshop, I want to strongly “speak” to the viewer and to create an opportunity of reflection on His various sayings and teachings that inspired each portrait.

Q: You also mentioned a project of a monument…

Gulak: The “Tu est Petrus” monument is composed of four elements. The upper part of the monument is a shaped figure of John Paul II, emerging from a block of rock portraying him as the “Peter of our time”.

Below, in the geometrical base of the monument, on the front side an inscription “Tu est Petrus” is carved– which is the idea and the message of the whole monument. On the side wall are designed to be carved the most memorable quotes of the Great Blessed and on both sides of the basis of the monument – flowing down water, starting from the mass of rock near the feet of the Great Pope and creating a basin surrounded by a low wall and an “amphitheater” of stairs creating space for meetings and concerts. The monument hasn’t found its place yet and so it waits for a place in the world…

Q: You have been awarded with the “2012 Pontifical Academies Award”.What meaning does this important papal award have for you?

Gulak: First of all, it is a great honor for me to be awarded with such an important prize, to have been chosen from among fifty candidates from all over the world: painters, sculptors and architects. Being recognized with such an important award encourages me more in my work. It gives me the reaffirmation that beauty and truth in art, which are the main objectives of my work, are still needed. In my understanding, their true nature is mystical. It is the beauty and truth which emanate from God and shines not only on humans, but on the whole creation. I hope that the viewer perceives these qualities in my art as a contemplation of some degree of supernatural perfection.

Q: Why do you think the paths of the Church and modern art have diverged?

Gulak: The parting of ways was inevitable when art began to serve other purposes than those recognized by Christian religion and its culture, which proclaims the concepts of goodness, truth, beauty, utilitarianism and development of humanity.

Modern art, for decades now, consciously states notions that have nothing in common with the classical concept of aesthetics. Generally prevailing “anti-art”, and hence noticeable “anti- aestheticism”, stand in opposition to the classical values so precious to the European Culture, which is nothing else but Christian culture. Contemporary art is regarded as a profitable “business”, not conceived in terms of beauty, talent and the genius of the artist.

However, there still exists neo-classical art for connoisseurs where the skills and the work of the artist are highly valued as well as contemporary sacred art. Therefore, it cannot be entirely stated that there is a complete division between the contemporary art and the church. In regards to the latter, unfortunately, it is common that the artists draw from the standards of “anti-aestheticism”.

Recently, Pope Benedict XVI called on [artists] to return to the aesthetic values in sacred art. So let’s hope that the future will bring back the beauty and harmony, at least, to that important sector of contemporary art.

(November 21, 2012) © Innovative Media Inc.

June 26, 2012

“IMPRESSIONS” by/di ANNA GULAK /Westin Excelsior Roma/ 4 – 20 june

Filed under: NEWS, Uncategorized — Tags: , , — Anna Gulak @ 9:56 pm

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Anna Gulak Impressioni\"IMPRESSIONS\" by/di ANNA GULAK /Westin Excelsior Roma

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INFo arte astratta
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“La nascita di un complesso pittorico
è il risultato di un processo creativo,
una fusione di arte e tecnica,
d’ingegno e di ricerca,
di immaginazione e sensibilità.

La Mostra tematica dedicata alle ” Impressioni ” è una serie di opere astratte dettate dall’ immaginazione dell’artista che, attraverso un sottile e delicato linguaggio lirico traduce i suoi sentimenti e fantasie in una forma materiale.
L’Ispirazione presa da forme organiche della natura, mostra paesaggi astratti come dei sogni che assomigliano a paesaggi sottomarini, all’orizzonte al tramonto.
La serie armonica di opere che unisce pittura tradizionale olio sul tela con i rilievi scultorei d’oro, riflette le attività creative di Anna Gulak ,che si occupa anche della pittura figurativa, della scultura e del design.
Dichiarazione intima dell’artista che viene dalla sua ammirazione per la bellezza della Creazione, con l’obiettivo di dare allo spettatoreun momento di relax e di armonia.
Arte giovane che non rifiuta la tradizione, con una espressione e forma destinata a ripristinare la bellezza e l’armonia all’arte contemporanea, dando nello stesso tempo un carattere sofisticato ed esclusivo.inter black

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November 30, 2009

“Populoque Servitium Praestanti Ecclesiae” Award / PREMIO DEL PRIMATE DI POLONIA” POPULOQUE SERVITIUM PRESTANTI ECCLESIAE”

Filed under: Uncategorized — Anna Gulak @ 11:42 pm

Primate of Poland Awardinter black

November 2009 Archbishop of Warsaw Cardinal Josef Glemp awarded Anna Gulak   the Primate of Poland Order “Populoque Servitium Praestanti Ecclesiae” for her achievements in art.

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Novembre 2009 l’Arcivescovo di Varsavia Cardinale Josef Glempnomina premia Anna Gulak con la medaglia del Primate di Polonia “Populoque Servitium Prestanti Ecclesiae” per i suoi successi nell’ Arte.

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